"Ultima Cena" di Vasari: il restauro di un capolavoro sopravvissuto (articolo e filmati)
10/05/2010
Firenze
Quarantaquattro anni dopo l'alluvione di Firenze ripartono le operazioni di restauro dell'“Ultima Cena” di Giorgio Vasari, la tavola di eccezionali misure (6,60 metri x 2,62) investita dall’acqua e dal fango nell’Opera di Santa Croce, un capolavoro che oggi versa in un gravissimo stato di conservazione.
Il Laboratorio di restauro dell’Opificio delle Pietre Dure presenta la nuova fase del progetto di restauro dell’opera del Vasari, ultimo importante passo per riportare agli antichi splendori la prestigiosa tavola capolavoro del grande artista, pittore e architetto della corte medicea e primo storiografo dell’arte. Il progetto, curato dal Settore di restauro dei dipinti mobili dell’Opificio delle Pietre Dure e finanziato dal ministero per i Beni e le attività culturali e per la parte lignea dalla Getty Foundation, verrà presentato mercoledì 12 maggio a Firenze alle 11 nella sede dell’Opificio. Il restauro si presenta come un’operazione estremamente delicata e complessa, anche perché aggravata dall'invecchiamento dei materiali, sia quelli originali del Vasari, sia quelli introdotti nel tempo, da vari restauri antichi e, in ultimo, quelli dovuti alle operazioni di pronto intervento effettuate all’indomani dell’alluvione del 1966.
Il restauro dell’opera, per quanto riguarda l’aspetto strutturale, è stato inserito nel grande progetto “Panel Paintings Initiative” - promosso dalla Getty Foundation, dal Getty Conservation Institute, e dal J. Paul Getty Museum - dedicato alla diffusione delle migliori metodologie di intervento di conservazione per i supporti lignei, attraverso lo scambio di informazioni, l’aggiornamento professionale degli operatori e la formazione di una nuova generazione di restauratori affinché il ricchissimo patrimonio di conoscenze degli esperti restauratori ormai al termine del loro percorso lavorativo, non vada perduto ma passi alle nuove leve.
Alla presentazione interverranno
- Isabella Lapi Ballerini, soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure,
- Cristina Acidini, soprintendente per la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze,
- Stefania Fuscagni, presidente dell’Opera di Santa Croce,
- Marco Ciatti, direttore Settore Dipinti Mobili Opificio delle Pietre Dure,
- Cecilia Frosinini, vice direttore Settore Dipinti Mobili Opificio delle Pietre Dure,
- Deborah Marrow, direttore Fondazione Getty,
- Roberto Bellucci, restauratore per la parte pittorica e
- Ciro Castelli, restauratore per la parte lignea.
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