La "Coperta" Guicciardini. Il restauro delle imprese di Tristano

13/04/2010

Firenze

Tessili - Coperta usella davanti particolare 2 (prima del restauro)

IL PROGETTO DI CONSERVAZIONE E RESTAURO DELLA "COPERTA" GUICCIARDINI

Il progetto di conservazione e restauro attuato dall'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, oggi diretto da Isabella Lapi Ballerini, bene rappresenta la complessa natura ed attività dell'Istituto fiorentino.

Esso infatti ha comportato inizialmente un approfondito studio della tecnica artistica di questo raro e prezioso manufatto del secolo XIV e del suo reale stato di conservazione, compiuto per mezzo di innovative applicazioni delle tecniche di indagini diagnostiche anche al settore dei tessili, tra cui la Radiografia Rx e le riprese a varie lunghezze d'onda (IR, UV), l'osservazione al microscopio ottico e elettronico a scansione, nonché molte indagini sui filati, sui coloranti e sui fenomeni di degrado. E' stato così possibile rendersi conto della costruzione dell'opera e delle sue attuali condizioni, nonché formulare alcune ipotesi circa il suo possibile impiego o come cortina, "celone", oppure come impannata, posta per un certo periodo vicina ad una parete o a dividere ambienti architettonici.

Su queste basi è stato successivamente impostato un progetto di conservazione costituito sia da operazioni di restauro, sia da provvedimenti di prevenzione per la sua vita futura. In questo modo è stato possibile contenere l'invasività del restauro ad un livello davvero minimale, cercando di raggiungere l'obbiettivo di assicurare la durata del tempo dell'opera attraverso la sinergia tra le due fasi.

L'intervento di restauro si è articolato nelle fasi della pulitura per via fisica, avvenuta cioè in maniera localizzata per mezzo di una macroaspirazione controllata, della pulitura per via chimica, cioè con soluzioni solventi applicate localmente sul materiale da rimuovere, e del consolidamento strutturale utilizzando la tecnica di consolidamento ad ago, risolvendo con fondi appositamente realizzati anche il problema delle "lacune" della superficie.

La conservazione preventiva della "coperta" è molto importante in quanto essa, per la sua fragilità intrinseca, non può sostenere una esposizione permanente. Si è così studiato e progettato una modalità di conservazione nel deposito con valori microclimatici ambientali ottimali, ma che consentisse anche una saltuaria fruizione diretta dell'opera. Ciò ha riguardato le modalità espositive ottenute per mezzo di una sospensione tecnologica della testata supportata con tecnica ad ago, calcolata in base al peso ed alla resistenza del materiale, e la progettazione di un contenitore dedicato.

Tutto questo, inoltre, è stato compiuto oltre che dal Settore di Restauro dei Tessili in collaborazione con il Laboratorio Scientifico e il Settore di Climatologia e Conservazione Preventiva, anche con la diretta partecipazione di una allieva della Scuola di Alta Formazione che ha realizzato la sua tesi di diploma sulla "coperta".

Restauro, ricerca, prevenzione e formazione sono dunque gli ambiti di attività che l'Opificio ha qui impiegati nel progetto di conservazione della "coperta" di Guicciardini, sulla quale oggi possiamo dire di avere una più approfondita conoscenza ed alla quale abbiamo assicurato, in collaborazione con la Soprintendenza fiorentina, migliori possibilità di continuare la propria vita nel tempo, come un affascinante testimone della cultura artistica medievale.

pagina sul sito con descrizione tecnica dell'intervento

Palazzo Davanzati . Museo di Palazzo Davanzati, via Porta Rossa, 13, Firenze

Pagina del sito OPD con la descrizione tecnica dell'intervento

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