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L’Opificio delle Pietre Dure e la ricerca della Battaglia d’Anghiari di Leonardo

31/03/2012

Firenze

Battaglia di  Anghiari - Leonardo -polemiche

L’Opificio delle Pietre Dure e la ricerca della Battaglia d’Anghiari di Leonardo

In questi ultimi tempi il pubblico e gli studiosi hanno seguito con particolare attenzione le vicende connesse con il progetto di ricerca dei resti della Battaglia d’Anghiari, dipinta da Leonardo sulle pareti del Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, assai enfatizzate dai media, esprimendo opposte opinioni di entusiastica partecipazione oppure di severa critica.

Poiché in queste vicende è stato coinvolto anche l’Opificio delle Pietre Dure, si ritiene opportuno presentare in questa sede una sintetica descrizione del ruolo svolto in modo da rispondere alle numerose richieste di chiarimento pervenute.

Il progetto di ricerca è stato promosso dal Comune di Firenze ed affidato all’ing. Seracini, affiancato da un team dell’Università di San Diego, ed è stato finanziariamente sostenuto dalla National Geographic. In una fase precedente, il lavoro di una commissione di esperti ha raggiunto l’evidenza storica della collocazione dell’opera. Vista l’impossibilità attuale di verificare la presenza della Battaglia d’Anghiari al di sotto del dipinto di Giorgio Vasari soprastante, per mezzo delle tecniche diagnostiche di indagini non invasive, a causa della presenza di un muro in mattoni, è stata chiesta l’autorizzazione alla competente Soprintendenza di praticare dei micro-fori per realizzare una esplorazione per mezzo di endoscopi. Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha autorizzato tale ricerca per un massimo di 7 passaggi a condizione che non venisse danneggiata la pittura del Vasari ed ha contestualmente incaricato l’Opificio delle Pietre Dure di collaborare per individuare le modalità tecniche in grado di consentire l’espletamento della ricerca e di assicurare la conservazione delle opere d’arte coinvolte.

L’intervento dell’Opificio delle Pietre Dure è pertanto consistito in una attenta analisi della superficie del dipinto vasariano per individuare l’esistenza di zone in cui fosse caduto il colore, oppure ci fossero vecchie stuccature, fessurazioni o zone parzialmente distaccate di colore, nelle quali si potesse realizzare l’inserimento di una sonda di circa 4 mm di spessore. I restauratori specializzati nel settore delle pitture murali hanno inoltre controllato e protetto le zone limitrofe di pittura al fine di assicurare la massima sicurezza all’esecuzione dei sei micro-fori compiuti, partecipando alle operazioni e suggerendo le più opportune metodiche di intervento.

Successivamente, i promotori della ricerca hanno presentato al personale tecnico e scientifico dell’Opificio i risultati delle indagini eseguite sui frammenti di materiali da loro prelevati sulla parete retrostante il muro del Vasari, che è risultato essere separato da quello precedente da una intercapedine di 2-3 cm. In uno di questi sei punti di prelievo sono risultati presenti materiali non appartenenti ad un normale intonaco di finitura di una parete, ma che potrebbero appartenere ad una decorazione pittorica.

Su questi elementi, che sono i dati di fatto della questione, sono state avanzate delle ipotesi che tendono a sostenere l’appartenenza di questi materiali alla perduta Battaglia d’Anghiari di Leonardo. Dato il ruolo dell’Opificio è opportuno precisare, per correttezza scientifica, che si tratta, per ora, di un’ipotesi affascinante, che avrebbe una incredibile importanza per la storia dell’arte e non solo, ma solo di una ipotesi e che, come sempre, una indagine puntuale non può in alcun modo fornire informazioni sulla eventuale estensione del reperto e del suo stato di conservazione.

L’Opificio delle Pietre Dure, per il suo ruolo di Istituto Centrale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, conferma la propria disponibilità a collaborare con la Soprintendenza fiorentina e con l’Amministrazione Comunale, al fine di poter fornire il proprio contributo tecnico-scientifico per la migliore conoscenza e tutela del patrimonio artistico della città di Firenze.