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Tappeto persiano

Tappeto persiano
Date Restauro: dal 2003
G.R. 11717
Manifattura: Anatolia, zona Ferahan (?)
Epoca: XIX sec
Materiali: lana e cotone
Misure: 436 x 273 cm
Provenienza: Museo e Galleria di Palazzo Mozzi-Bardini, Eredità Bardini, Firenze

Direzione lavori: Clarice Innocenti
Direzione tecnica: Gianna Bacci
Restauratori: Adele Olivieri, Simona Lombardi, Rita Banci, Roberta Pandolfi, Marta Cimò, Alice Papi, Federica Favaloro, Mariangela Corallo, Viola Ceppetelli (allieve SAFS-OPD)

Indagini scientifiche: Isetta Tosini

Il tappeto, manufatto di alto interesse storico, pur non essendo comune nelle collezioni museali, rappresenta un rilevante momento formativo per la scuola di restauro poiché necessità un tipo d’intervento che salvaguardi la sua autenticità.

La metodologia di intervento e di integrazione è differente rispetto agli arazzi: dopo aver ricostituito la struttura di base, costituita dall’intreccio degli orditi e dalle trame che intercalano le file di nodi, si procede al completamento disegnativo ricollocando solo una parte dello stesso tramite l’apposizione del cosiddetto “collo del nodo”, cioè quella parte del nodo che avvolge gli orditi. La ricostituzione totale del nodo costituirebbe un’operazione di vera e propria falsificazione; ricollocandone, invece, solo una parte si opera una sorta di suggerimento cromatico che permette la restituzione del disegno pur differenziando l’intervento moderno e rendendolo, dunque, riconoscibile. Allo stesso tempo la ricostruzione della struttura di fondo ripristina stabilità e consistenza utile al recupero dell’unità del tappeto. Tale procedura è resa possibile dal fatto che il tappeto sfrutta moduli disegnativi ripetuti e giustapposti.

Molto spesso, così come nel caso in esame, i tappeti antichi si presentano sovente sottoforma di frammento: in questo caso per non alterarne l’autenticità è necessario optare per un valido sistema espositivo che coniughi la stabilità del tappeto con la sua conservazione.

Il restauro iniziato nel 2003 nell'ambito della SAF viene condotto in modo non continuativo perché eseguito ad intervalli in relazione al programma specifico del corso. Attualmente l’intervento si trova alla fase di consolidamento.

Tappeto persiano: particolare prima dell’interventoTappeto persiano: particolare dell’integrazione dei “colletti” del nodo