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Istituto

L'Opificio delle Pietre Dure (noto anche con la sigla OPD) è un Istituto Centrale del MiBACT, con sede a Firenze, la cui attività operativa e di ricerca si esplica nel campo del restauro delle opere d'arte.

L'attività dell'istituto si articola per settori di restauro e di ricerca individuati in base ai materiali costitutivi delle opere d'arte.Il personale nel cortile dell'Opificio in un immagine di fine Ottocento.

Le sedi dei laboratori sono tre: quella storica di via Alfani (sede inoltre del Museo, dedicato alla produzione artistica in Pietre Dure, della biblioteca, altamente specializzata nel campo del restauro, di un ricchissimo archivio dei restauri compiuti), quella moderna della Fortezza da Basso e quella di Palazzo Vecchio.

Il personale dell'OPD e gli allievi. Foto dell'inizio degli anni '90Dispone altresì di un Laboratorio scientifico chimico, fisico e biologico, nonché di un servizio di Climatologia e conservazione preventiva, di uffici e servizi generali (Ufficio tecnico, Servizio Promozione Culturale, Servizio di Informatica Applicata) e di un servizio di vigilanza ed accoglienza.  Il personale tecnico scientifico conta (marzo 2012)  38 restauratori, 5 storici dell'arte, 9 esperti scientifici, 2 fotografi ed 1 informatico.

La sua attività si svolge nelle tre sedi ma si estende anche all'esterno, sia in forma di cantieri operativi che di consulenze tecnico-scientifiche, rivolgendosi dietro richiesta a tutti i beni di interesse storico-artistico sottoposti alla tutela pubblica.

L'Istituto è sede di una delle Scuole di restauro ufficiali dello Stato, definita di Alta Formazione e di Studi; essa accoglie ogni anno, dopo una severa selezione, allievi (provenienti anche da paesi extraeuropei) suddivisi in cinque aree didattiche scelte a rotazione e rilascia un diploma di restauratore di opere d'arte, equiparato a laurea magistrale, alla fine di un quinquennio, in cui lo studio teorico affianca l'attività pratica nei diversi laboratori. La ammissione alla scuola avviene attraverso selezione pubblica ed il numero di posti messi a concorso oscilla tra i 10 e i 15.

L'Opificio pubblica inoltre con cadenza annuale la rivista "OPD restauro", che nelle diverse sezioni affronta la disciplina del restauro in tutti i suoi aspetti, tecnico, scientifico, diagnostico, metodologico-critico, storico, avvalendosi anche del contributo di specialisti e di Istituti esterni

I principali restauri sono accompagnati da pubblicazioni monografiche.

Nella trentennale attività del nuovo Istituto sono stati condotti centinaia di restauri riguardanti alcune delle opere più significative dell'arte mondiale. Tra quelle degli ultimi anni ricordiamo;

  • l'Incredulità di San Tommaso del Verrocchio da Orsanmichele in Firenze;

  • la Croce dipinta di Giotto in Santa Maria Novella a Firenze

  • la Trinità, pittura murale di Masaccio, della chiesa di Santa Maria Novella a Firenze;

  • il Cristo ligneo di Donatello da Santa Croce,

  • il Pulpito di Donatello del Duomo di Prato,

  • la Leggenda della Vera Croce, ciclo di dipinti murali di Piero della Francesca ad Arezzo;

  • la Decollazione del Battista di Caravaggio, della co-cattedrale de La Valletta a Malta;

  • le due monumentali tele di Rubens devastate dall'attentato alla Galleria degli Uffizi nel 1993;

  • la Madonna del Sansovino della Cappella di San Marco a Venezia;

  • la Madonna del cardellino di Raffaello della Galleria degli Uffizi;

  • Pala di San Zeno di Andrea Mantegna nella Chiesa di San Zeno a Verona;

  • Il Codice Resta della Biblioteca Ambrosiana di Milano;

Le officine dove si realizzava il “commesso in pietre dure” L’uso del cilindro ideato dal Direttore dell’Opificio per lo stacco dei mosaici. Autoritratto di Edoardo Marchionni. Firenze, Museo dell’Opificio delle Pietre DureUn restauratore dell' Opificio all' opera a Rodi, poco prima dello scoppio della seconda guerra mondialeIl Cristo del Cimabue, immediatamente dopo l’alluvione del novembre 1966Il settore dipinti, nei Laboratori della Fortezza nel 1968Il lavoro alle Porte del Paradiso Il laboratorio di restauro degli Arazzi nel Salone delle Bandiere in Palazzo VecchioIl laboratorio di restauro dei dipinti presso la sede della Fortezza da BassoIMG_7098